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Come ricavare un angolo studio in soggiorno e integrarlo nell’arredo

Angolo studio in ingresso

Ricavare un angolo studio in soggiorno non si riduce necessariamente all’aggiungere una scrivania in uno spazio rimasto libero. Quando la postazione viene usata spesso, può diventare parte del progetto del living e condividere con il resto dell’arredo finiture, contenimento e proporzioni.

È una differenza importante. Una scrivania indipendente può essere la soluzione giusta quando lavori da casa occasionalmente e vuoi poter cambiare facilmente disposizione. Se invece la postazione deve restare sempre pronta, integrarla nella parete attrezzata permette di organizzare meglio sia il lavoro sia il soggiorno.

Il punto di partenza, quindi, è capire quale ruolo deve avere la zona studio nel living e quanto deve essere visibile quando non la stai utilizzando.

Angolo studio fisso o postazione temporanea?

Prima di progettare il mobile conviene capire quanto utilizzerai davvero la postazione.

Se apri il computer una volta ogni tanto, può essere sufficiente un tavolo o una consolle che svolga più funzioni. Se invece lavori o studi in soggiorno quasi ogni giorno, dover liberare continuamente il piano diventa poco pratico.

In questo secondo caso ha più senso creare uno spazio dedicato, ma senza necessariamente trasformare il salotto in un ufficio.

Se il soggiorno…Puoi valutare…Perché
Ha una parete lunga da arredarePiano scrittoio integrato nella parete attrezzataStudio, TV e contenimento possono diventare parti dello stesso progetto
Ha pochi metri liberi a terraPiano sospesoLa postazione resta leggera e non richiede un mobile con struttura a terra
È collegato direttamente all’ingressoZona studio nella parete di raccordoPuoi dare una funzione a uno spazio di passaggio senza occupare il centro del living
Ospita lavoro o studio ogni giornoPostazione fissa con contenimento dedicatoComputer e materiale possono rimanere organizzati senza invadere tavolo e zona relax
Serve per lavorare solo occasionalmenteConsolle o tavolo multifunzioneEviti di dedicare spazio permanente a una funzione che utilizzi poco

Se invece stai ancora cercando di capire in quale ambiente della casa organizzare la postazione di lavoro, conviene partire da quanto silenzio ti serve e da quanto frequentemente lavori da casa. Qui ci concentriamo sul caso specifico in cui la scelta è già caduta sul soggiorno.

Dove ricavare l’angolo studio nel soggiorno?

La posizione migliore non è necessariamente l’unico spazio in cui entra fisicamente una scrivania.

Prima guardiamo i percorsi della stanza. La sedia deve potersi utilizzare senza ostacolare il passaggio verso il divano, il tavolo o le altre stanze. Poi osserviamo la luce e infine la parete che può accogliere sia il piano di lavoro sia ciò che serve per contenerne gli oggetti.

Se hai una parete lunga, integrare lo scrittoio nella composizione del soggiorno è spesso la soluzione più completa. Se invece living e ingresso sono continui, può essere interessante sfruttare proprio la zona di raccordo tra i due ambienti.

La domanda che ci facciamo ora è semplice: la scrivania sta occupando un vuoto oppure sta completando una funzione della parete?

Nel secondo caso è molto più facile ottenere un risultato che sembri progettato fin dall’inizio.

Quanto spazio serve per una zona studio in soggiorno?

Ovviamente non esiste una misura valida per qualunque persona, attività e soggiorno. Il piano necessario per un portatile, per esempio, non è lo stesso di una postazione con monitor, documenti e strumenti utilizzati quotidianamente.

Possiamo però partire da un progetto reale.

Nella nostra parete attrezzata con angolo studio il piano scrittoio misura 120 × 53 cm ed è inserito in una composizione più ampia che comprende basi sospese, pensili, mensole e vani a giorno.

Queste misure non rappresentano una regola universale. Sono interessanti perché mostrano una cosa diversa: lo spazio della postazione va progettato insieme allo spazio del soggiorno.

Prima di stabilire la larghezza del piano, chiediti quindi cosa deve starci sopra. Anche la profondità va valutata in relazione agli strumenti che utilizzi e allo spazio disponibile dietro la seduta.

La misura giusta è quella che consente alla postazione di funzionare senza sottrarre al living più spazio del necessario.

Quando i metri quadrati sono pochi, integrare più funzioni nello stesso ambiente diventa ancora più importante. Nel nostro progetto di un monolocale di 40 mq puoi vedere come zona giorno, contenimento e postazione di lavoro convivono nello stesso spazio senza appesantirlo.

TV e scrivania possono stare sulla stessa parete?

Sì, purché non vengano trattate come due funzioni appoggiate casualmente una accanto all’altra.

Una parete attrezzata può riunire contenimento, TV, libreria e piano di lavoro proprio perché è composta da moduli con funzioni diverse.

Il punto è creare una gerarchia.

La TV appartiene alla zona relax. Lo scrittoio è la parte operativa. Pensili e basi chiuse assorbono ciò che non vuoi lasciare in vista. Mensole e moduli aperti possono invece accompagnare il passaggio tra una funzione e l’altra.

TV e scrivania non devono per forza essere separate fisicamente. Devono essere leggibili come due momenti diversi della stessa composizione.

È anche per questo che alternare pieni, vuoti e profondità diverse può funzionare meglio rispetto a una lunga parete completamente riempita di mobili.

Il contenimento è ciò che fa funzionare nel concreto l’angolo studio

Una postazione può essere molto bella il giorno in cui viene fotografata e diventare caotica dopo una settimana di utilizzo.

La differenza spesso la fa il contenimento.

Documenti, quaderni, cuffie, alimentatori e materiale di lavoro devono avere un posto raggiungibile senza essere necessariamente sempre visibili. Per questo, quando la scrivania entra nella parete attrezzata, conviene progettare contemporaneamente il piano su cui lavori e il posto in cui riponi ciò che usi.

I moduli chiusi sono particolarmente utili per gli oggetti meno decorativi, mentre mensole e vani aperti possono accogliere libri e oggetti che appartengono anche alla vita del soggiorno.

Così, quando la giornata di lavoro finisce, non devi far sparire la scrivania: basta riportare ordine sul piano perché torni a essere parte del living.

Angolo studio in monolocale

Prese e cavi vanno pensati prima del mobile

È uno dei dettagli meno visibili nei render e uno dei più fastidiosi quando viene dimenticato.

Una postazione fissa può richiedere alimentazione per computer, monitor, lampada, telefono e altri dispositivi. Se il piano scrittoio è integrato nella parete attrezzata, conviene quindi ragionare sulla posizione delle prese e sul percorso dei cavi prima di definire completamente la composizione.

Altrimenti un angolo studio progettato per essere pulito e ordinato rischia di finire con prolunghe e alimentatori a vista.

Questo è anche uno dei punti che distingue una postazione permanente da un tavolo utilizzato occasionalmente per lavorare: nel primo caso, l’infrastruttura fa parte dell’arredo.

Come illuminare l’angolo studio senza cambiare atmosfera al soggiorno

La luce naturale resta importante, ma nel living dobbiamo pensare anche a cosa succede la sera.

Una lampada da lavoro deve illuminare bene il piano senza trasformare tutta la zona giorno in uno spazio operativo. È quindi utile distinguere l’illuminazione della postazione da quella più morbida dedicata a divano e relax.

Se possibile, evita inoltre di progettare la postazione dando per scontato che la luce naturale arrivi sempre nel modo giusto. La posizione della finestra, l’orientamento della stanza e l’orario in cui lavori cambiano molto il risultato.

È un altro motivo per cui la zona studio va osservata dentro il progetto del soggiorno reale e non come un elemento isolato.

Come evitare che il soggiorno sembri un ufficio

Integrare una scrivania non significa rinunciare all’identità del living.

Ci sono soprattutto tre strumenti progettuali che aiutano.

  • Usa le stesse finiture del soggiorno

Se scrittoio, mensole e contenitori riprendono materiali e colori già presenti nella parete attrezzata, la postazione viene percepita come parte dello stesso mobile.

Non stiamo dicendo che tutto debba avere un unico colore, anche un solo contrasto può funzionare, purché appartenga alla palette della composizione.

  • Alterna contenimento aperto e chiuso

Una zona studio fatta soltanto di scaffali pieni di documenti comunica immediatamente “ufficio”. Inserire moduli chiusi permette invece di togliere dalla vista una parte del materiale quando non serve.

  • Lascia respirare la parete

Più funzioni inserisci, più aumenta la tentazione di riempire ogni centimetro disponibile.

Ma una parete attrezzata funziona anche grazie agli spazi lasciati liberi. Vani aperti, elementi sospesi e distanze tra i moduli aiutano a mantenere quella leggerezza che ci aspettiamo dal soggiorno.

Parete attrezzata con scrivania o scrittoio indipendente?

Non c’è una soluzione migliore in assoluto. Dipende da come utilizzi la casa.

Scegli una postazione integrata se…Scegli una scrivania indipendente se…
Lavori o studi in soggiorno con frequenzaLa utilizzi solo occasionalmente
Stai progettando o rinnovando l’intera pareteIl soggiorno è già arredato e non vuoi modificare la composizione
Vuoi coordinare scrittoio, contenimento e zona TVVuoi poter spostare facilmente la postazione
Hai bisogno di organizzare cavi e materiale di lavoroTi bastano un portatile e pochi oggetti
Vuoi che la postazione sembri parte del soggiornoPreferisci un elemento autonomo o temporaneo

È una distinzione utile anche quando scegli l’arredamento del soggiorno partendo dallo spazio e dalle attività che deve accogliere. Prima vengono le funzioni, poi i mobili che devono farle convivere.

Un esempio reale di parete attrezzata con angolo studio

In una delle composizioni Pensarecasa dedicata al soggiorno con zona studio, il mobile occupa una parete ampia e alterna basi sospese, vani a giorno, pensili, mensole e un piano scrittoio.

Lo scrittoio misura 120 × 53 cm ed è realizzato in Rovere chiaro. La stessa essenza ritorna in altri elementi della composizione, mentre Agave, Petrolio e Grigio Seta aiutano a distinguere i diversi volumi.

Puoi vedere nel dettaglio come il piano di lavoro entra nella parete attrezzata senza diventare un mobile separato.

La parte interessante non è solo la dimensione dello scrittoio, ma focalizzati anche sul rapporto tra le funzioni: la postazione occupa una porzione precisa della parete e lascia agli altri moduli il compito di contenere, esporre e arredare il soggiorno.

In questo modo non abbiamo prima progettato il living e poi cercato un posto libero per la scrivania, bensì, la zona studio ha determinato la composizione fin dall’inizio.

Tre errori che rendono scomodo l’angolo studio in soggiorno

Angolo studio in soggiorno casa piccola

1. Scegliere il posto solo perché è vuoto

Una parete libera non è automaticamente la parete giusta. Contano il passaggio dietro la sedia, la luce, le prese e la relazione con gli altri mobili.

Se la postazione ostacola il percorso tra ingresso, divano e tavolo, quel vuoto probabilmente aveva una funzione anche senza un mobile.

2. Progettare il piano e dimenticare ciò che deve contenere

Un computer può stare su una superficie relativamente contenuta. Computer, documenti, alimentatori, cuffie e cancelleria no.

Prima di definire la scrivania fai quindi l’elenco di ciò che utilizzi davvero e decidi cosa deve rimanere a portata di mano, cosa può stare nei pensili e cosa invece può essere riposto altrove.

3. Aggiungere i cavi alla fine

Se la postazione deve essere permanente, prese e collegamenti non sono accessori. Sono una parte funzionale del progetto.

Deciderli dopo può significare vanificare proprio quell’ordine visivo che cercavi integrando la scrivania nell’arredo.

E se la zona studio si trova tra ingresso e soggiorno?

Non sempre la postazione deve stare al centro del living.

Quando ingresso e soggiorno sono collegati, una parete di passaggio può diventare un punto interessante per inserire il piano scrittoio e lasciare alla zona del divano una funzione più chiaramente dedicata al relax.

È proprio nei progetti in cui gli ambienti comunicano tra loro che una zona studio può diventare il punto di raccordo tra ingresso e soggiorno, invece di essere percepita come un piccolo ufficio aggiunto alla stanza.

La posizione cambia, ma il principio resta lo stesso: finiture, proporzioni e contenimento devono far capire che la postazione appartiene al progetto della casa.

Come progettare l’angolo studio giusto per il tuo soggiorno

Prima di scegliere una scrivania, parti da come utilizzi la zona giorno.

Chiediti quanto spesso lavorerai lì, cosa deve stare sul piano, quanto contenimento ti serve, quali percorsi non vuoi ostacolare e se la postazione deve essere protagonista oppure integrarsi quasi in silenzio nella parete.

Solo dopo queste risposte ha senso decidere dimensioni, moduli e finiture.

Il vantaggio di una composizione componibile è proprio questo: non devi adattare le tue abitudini a una scrivania già definita, ma puoi costruire il soggiorno intorno alle funzioni che ti servono.

Domande frequenti sull’angolo studio in soggiorno

Quale sedia scegliere per un angolo studio in soggiorno?

Se utilizzi la postazione ogni giorno, scegli prima di tutto una seduta adatta al tempo che trascorri alla scrivania e solo dopo valuta quanto si integra esteticamente nel living. In soggiorno puoi evitare l’effetto da ufficio scegliendo rivestimenti, forme e colori che dialogano con divano e altri arredi, senza però sacrificare la comodità. Se lo spazio è ridotto, controlla anche che la sedia possa essere avvicinata bene al piano quando non viene utilizzata.

Si può mettere la scrivania dietro al divano?

Sì, soprattutto quando il divano è staccato dalla parete e il retro rimane inutilizzato. In questo modo la scrivania può anche aiutare a definire la zona relax senza occupare un’altra parete del soggiorno. Prima di sceglierla, però, verifica che rimanga abbastanza spazio per utilizzare comodamente la sedia e per muoversi intorno al divano. È una soluzione particolarmente interessante nei living in cui l’arredo viene utilizzato per dividere le funzioni senza costruire nuove pareti.

Come separare visivamente l’angolo studio dal resto del soggiorno?

Non serve necessariamente una vera divisione. Una libreria aperta, un cambio di colore sulla parete, una boiserie, un tappeto o semplicemente una diversa composizione dei mobili possono rendere riconoscibile la zona studio mantenendola collegata al living. Se lo spazio è piccolo, meglio evitare separazioni troppo pesanti: l’obiettivo è far percepire due funzioni diverse senza ridurre visivamente la stanza.

La scrivania deve avere lo stesso colore degli altri mobili del soggiorno?

Non necessariamente. Riprendere una finitura già presente è il modo più semplice per creare continuità, ma anche un contrasto può funzionare se appartiene alla palette della stanza. Più che cercare mobili tutti uguali, conviene individuare un elemento che faccia da raccordo, per esempio la stessa essenza, lo stesso colore oppure un materiale che ritorna nella parete attrezzata, nella madia o nelle mensole.

Si può creare un angolo studio per due persone in soggiorno?

Sì, ma una postazione condivisa va pensata diversamente da una scrivania singola. Se due persone lavorano contemporaneamente, ciascuna deve poter utilizzare il proprio spazio senza invadere quello dell’altra e conviene prevedere anche contenimento e collegamenti adeguati per entrambe. Se invece le due persone utilizzano lo scrittoio in momenti diversi, può essere più efficace progettare un’unica postazione ben attrezzata anziché occupare il soggiorno con due scrivanie separate.

Come scegliere una scrivania che non sembri un mobile da ufficio?

Guarda prima il soggiorno e poi la scrivania. Un piano che riprende materiali, spessori o finiture già presenti nella stanza tende a integrarsi molto meglio di un elemento scelto come pezzo autonomo. Anche mensole e contenitori coordinati aiutano: la postazione appare così come una parte dell’arredamento del living e non come un piccolo ufficio trasferito in salotto.

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