Un trilocale di 90 mq in stile chic disegnato su misura per una famiglia

Noce Moro, finiture calde e soluzioni disegnate intorno alla vita di Marta, Davide e Gaia.
Marta e Davide hanno scelto un trilocale di circa 90 mq in una nuova palazzina, in una tranquilla zona residenziale. Insieme a loro c’è Gaia, la figlia di sei anni, con la sua energia, i suoi giochi e una camera che dovrà saper cambiare insieme a lei.
Non cercavano soltanto mobili belli. Volevano una casa capace di raccontarli: elegante senza essere distante, ricercata ma comoda da vivere, pronta ad accogliere gli amici e, allo stesso tempo, a proteggere i momenti più intimi della famiglia.
Il progetto nasce dall’incontro tra la passione per la moda e il design d’interni. Come in un abito realizzato su misura, ogni elemento è stato scelto per dialogare con gli altri: le proporzioni, le finiture, i materiali e perfino gli spazi di passaggio partecipano allo stesso racconto.
La zona giorno riunisce cucina, pranzo e relax in un unico ambiente, mantenendo riconoscibile la funzione di ogni spazio.
Una casa da indossare ogni giorno
Il carattere chic di questa casa non nasce dall’accumulo di elementi decorativi ma dalla continuità.
L’essenza Noce Moro ritorna nei diversi ambienti e cambia ruolo di volta in volta: diventa una superficie importante nella zona giorno, definisce lo studio all’ingresso, accompagna la zona beauty della camera e porta profondità agli elementi contenitivi.
Non viene ripetuta nello stesso modo stanza dopo stanza. A volte è protagonista, altre volte compare soltanto in un piano, in una mensola o in una porzione della composizione. È proprio questa variazione a tenere insieme la casa senza renderla uniforme.
Lo stesso principio è alla base del nostro approfondimento su come usare il Noce Moro come filo conduttore dell’intera casa: una sola essenza può creare continuità, purché sappia assumere ogni volta una funzione diversa.
Accanto al Noce Moro abbiamo scelto finiture calde e morbide, come Sabbia e Orzo, e superfici dalla presenza più materica. Il risultato è un total look equilibrato, nel quale ogni stanza conserva la propria identità ma sembra appartenere allo stesso abito.
La cucina diventa il palcoscenico della convivialità
Marta e Davide amano condividere la casa. Un aperitivo con gli amici, una cena preparata insieme o una conversazione che continua mentre qualcuno cucina fanno parte del loro modo di vivere.
Per questo la cucina non poteva rimanere sullo sfondo.
La grande composizione a colonne occupa la parete e integra gli elettrodomestici, lasciando all’isola il compito di entrare al centro della scena. I fianchi doghettati ne sottolineano la matericità, mentre il piano snack a sbalzo crea uno spazio più informale in cui sedersi, bere qualcosa o fare compagnia a chi prepara la cena.
Le colonne costruiscono uno sfondo pulito, mentre l’isola doghettata diventa il punto attorno al quale si muove la vita della cucina.
L’isola non serve quindi soltanto a cucinare, è una superficie che cambia funzione durante la giornata: piano operativo, appoggio per la colazione, luogo per un aperitivo e punto di incontro tra cucina e living.
Le tonalità calde e neutre alleggeriscono i grandi volumi. Il Noce Moro aggiunge profondità, ma lascia alle superfici più chiare il compito di diffondere la luce e mantenere l’ambiente accogliente.
Il piano snack prolunga l’isola e crea un posto informale da vivere ogni giorno.
Il tavolo Orbit porta la materia al centro
Tra cucina e soggiorno, abbiamo scelto il tavolo Orbit, poiché sa definire la zona pranzo con una presenza quasi scultorea.
La base materica dà solidità alla composizione, mentre il piano in vetro fumé alleggerisce il volume e lascia filtrare lo sguardo. È un incontro tra forza e trasparenza, perfettamente coerente con l’equilibrio ricercato nel resto della casa.
Il vetro fumé riflette la luce e lascia emergere la forma scultorea del basamento.
La sua posizione non interrompe il passaggio tra cucina e living. Al contrario, diventa il punto di raccordo tra i due ambienti: vicino all’isola quando si serve la cena, rivolto verso il soggiorno quando il tempo trascorso a tavola continua in una conversazione.
Zona pranzo e cucina rimangono collegate, ma ciascuna conserva un proprio ritmo.
Un soggiorno che continua fino all’ingresso
Il soggiorno non è stato pensato come una semplice parete TV.
La composizione si sviluppa lungo le pareti, cambia profondità e accompagna il passaggio verso l’ingresso. Contenimento, libreria, pannello TV e piano scrittoio fanno parte dello stesso disegno.
In questo modo abbiamo ricavato una vera postazione home office senza aggiungere una scrivania isolata al centro della stanza. Il piano di lavoro sembra nascere naturalmente dalla parete del living, mentre mensole, vani e moduli chiusi organizzano libri, documenti e ciò che serve durante la giornata.
Lo scrittoio completa la parete e trasforma una zona di passaggio in uno spazio da utilizzare ogni giorno.
È lo stesso principio che permette di integrare un angolo studio nell’arredo del soggiorno senza far sembrare la zona giorno un ufficio: finiture, spessori e allineamenti appartengono allo stesso progetto.
Quando il lavoro finisce, basta liberare il piano. Lo studio torna a essere parte del soggiorno e la stanza ritrova immediatamente la sua atmosfera più raccolta.
La parete riunisce lavoro, contenimento e relax senza diventare un unico blocco compatto.
Il Noce Moro incornicia i diversi elementi, mentre i pannelli materici e i moduli più chiari interrompono le superfici e danno ritmo alla composizione. Il risultato ha una forte presenza visiva, ma non appesantisce la stanza.
Divano, tavolo e parete attrezzata appartengono allo stesso racconto, senza essere semplicemente coordinati.
Il corridoio smette di essere soltanto un passaggio
La zona notte si raccoglie su un mezzo piano e il corridoio che la precede poteva rimanere un semplice collegamento tra le stanze. Abbiamo scelto, invece, di dargli una funzione.
Un grande armadio corre lungo la parete e trasforma il passaggio in uno spazio contenitivo prezioso. Cappotti, biancheria, oggetti meno utilizzati e tutto ciò che non deve occupare le camere trovano qui il proprio posto.
L’armadiatura sfrutta la lunghezza del corridoio e libera spazio nelle camere.
Anche in un trilocale di 90 mq, i principi che aiutano ad arredare una casa piccola lasciando respirare gli ambienti restano importanti: contenere lungo le pareti, utilizzare gli spazi di passaggio e non affidare ogni funzione a un mobile separato.
Il corridoio diventa così parte attiva della casa. Non un luogo da attraversare velocemente, ma uno spazio che lavora in silenzio e permette alle altre stanze di rimanere più ordinate.
In camera la cura di sé trova il suo spazio
La camera di Marta e Davide non è stata costruita soltanto attorno al letto.
La parete laterale accoglie una zona beauty con cassetti, piano d’appoggio, specchio e vani libreria. È un luogo dedicato alla cura di sé, ma anche un piccolo angolo in cui fermarsi, leggere o concedersi qualche minuto di tranquillità.
Il letto rimane protagonista, mentre la parete laterale aggiunge una funzione personale e raccolta alla stanza.
Il Noce Moro avvolge la zona beauty e porta nella camera il filo conduttore già presente nella zona giorno. Lo specchio interrompe la superficie e riflette la luce, mentre mensole e nicchie permettono di alternare contenimento, libri e piccoli oggetti.
La parete attrezzata integra contenimento, specchio e piano beauty senza aggiungere mobili autonomi.
Il letto introduce una nota più morbida e avvolgente. Il rivestimento chiaro, la testiera imbottita e la forma essenziale alleggeriscono la profondità del legno e rendono la stanza più intima.
La cabina armadio libera la camera dal classico guardaroba a tutta parete e risponde anche a una passione condivisa dalla coppia: la moda. Gli abiti non sono semplicemente riposti, ma organizzati in uno spazio dedicato, comodo da usare e coerente con l’identità della casa.
Le ante in vetro alleggeriscono visivamente la composizione e moltiplicano i riflessi, evitando che il contenimento venga percepito come una massa chiusa.
La cameretta di Gaia cresce insieme a lei
Gaia ha sei anni. La sua stanza deve accogliere il gioco di oggi, ma anche lo studio e le nuove esigenze che arriveranno negli anni.
Per questo non abbiamo costruito una cameretta legata a un’età precisa. La palette rimane neutra e delicata, mentre i dettagli più giocosi possono cambiare nel tempo senza dover ripensare tutti i mobili.
Il letto a soppalco libera la parte inferiore e permette di ricavare una vera zona studio.
Il letto si solleva e lascia sotto di sé una postazione ampia, con piano scrittoio, mensole e spazio per organizzare libri e materiali. Una scelta che utilizza l’altezza della stanza e restituisce più pavimento al gioco.
La cabina armadio diventa parte strutturale della composizione e concentra il contenimento su un lato, evitando di distribuire piccoli mobili in tutta la camera.
È un modo di progettare una cameretta salvaspazio capace di accompagnare la crescita: non riempire ogni centimetro, ma trasformare uno stesso volume in letto, studio, libreria e guardaroba.
La carta da parati e gli accessori portano nella stanza il mondo di Gaia. Potranno cambiare con lei, mentre la struttura principale continuerà a essere utile anche quando giochi e abitudini saranno diversi.
Un trilocale chic non è una casa da guardare soltanto
In questo progetto la ricercatezza non è mai separata dalla vita quotidiana.
L’isola è scenografica, certo, ma serve anche a riunire le persone. La parete del soggiorno ha un forte impatto, ma contiene e crea uno studio. La zona beauty aggiunge eleganza, ma nasce da un bisogno personale. Il letto a soppalco sorprende, ma libera lo spazio necessario a Gaia.
È così che il progetto diventa davvero sartoriale: non quando tutto è semplicemente coordinato, ma quando ogni scelta sembra appartenere proprio alle persone che vivono la casa.
Il Noce Moro tiene insieme gli ambienti; Sabbia, Orzo, vetro e superfici materiche ne cambiano ogni volta il carattere. I mobili seguono le pareti, occupano gli angoli giusti e trasformano perfino il corridoio in una risorsa.
Così, in 90 mq, Marta, Davide e Gaia trovano una cucina da condividere, un living in cui lavorare e ricevere, una camera dedicata anche alla cura di sé e una cameretta pronta a crescere, non una casa costruita intorno a uno stile, una casa in cui lo stile prende forma intorno alla loro vita.
Progetta la casa che ti somiglia
Ogni famiglia vive gli spazi in modo diverso. C’è chi desidera una cucina da condividere, chi ha bisogno di lavorare in soggiorno, chi cerca più contenimento e chi vuole che la camera diventi un luogo tutto per sé.
Racconta ai nostri consulenti come immagini la tua casa. Possiamo partire dai tuoi spazi, dalle tue abitudini e da ciò che ami per costruire un progetto capace di trasformare ogni ambiente in qualcosa di profondamente tuo.






