Un monolocale di 40 mq per un fotografo, quando il grigio fa da cornice al colore
Giovanni fa il fotografo e scatta solo a colori. Vive da solo nei suoi quaranta metri quadri, che spesso però si riempiono, perché quando il lavoro glielo concede ad abitarli è anche il suo compagno, e in cucina, per quanto piccola, ama sperimentare tanto quanto è solito fare con la fotocamera. Aveva un’idea chiara di ciò che voleva, uno spazio moderno e accogliente che sapesse fare anche da cornice alle immagini a colori che porta a casa dal set. Da qui è nato tutto il progetto.
Il grigio Nebbia, la tela su cui vive il colore
Il colore, in una casa come questa, non poteva stare sulle pareti, perché il colore vero lo portano le fotografie appese ovunque, ed è senza dubbio quello che deve saltare all’occhio. Così abbiamo scelto di gestire l’intero arredo con il nostro laccato Nebbia, un grigio molto chiaro che si comporta esattamente come una tela, e che alla zona giorno regala equilibrio e una calma silenziosa. È lo stesso grigio che, non facendo rumore, rende l’ambiente visivamente più ampio e lascia che siano gli scatti alle pareti a raccontare Giovanni.
Su questa base neutra abbiamo poi acceso qualche accento caldo, scelto per somigliargli. Il legno bruciato nell’ingresso e nel living, il rivestimento Vintage Tobacco delle sedute e gli inserti in marmo dei piani portano dentro casa un gusto un po’ rétro, quel tanto che basta a dare carattere senza spezzare la quiete del grigio.
La piccola cucina, progettata al centimetro
La cucina occupa un angolo tutt’altro che facile, eppure non rinuncia a nulla. Abbiamo tenuto al centro il lavello e il piano di lavoro, così che il movimento tra fuochi, acqua e frigorifero restasse comodo e naturale, come chiede chi cucina seriamente. Il resto è una questione di misura, perché anche una cucina dalle dimensioni ridotte può contenere tutto quello che serve (e anche di più!) quando ogni elemento è in equilibrio, senza risultare mai sacrificata.
Per non appesantire la vista abbiamo sviluppato l’altezza con due sole colonne, allineate al muro fino a scomparire dentro l’architettura, mentre il piano cottura con cappa integrata ha permesso di rinunciare a qualsiasi elemento in più sospeso sopra il piano. Il laccato Nebbia veste le ante, lo zoccolo e il top sono in un’unica tinta continua, mentre qualche mensola a giorno tiene a portata di mano i bicchieri e i libri di cucina.
L’angolo pranzo, il neutro con qualche dettaglio prezioso
A tavola il gusto resta lo stesso, sobrio ma con qualche particolare che lo impreziosisce. Il tavolo Twins di Calligaris posa una piana in marmo su un basamento nero opaco dalla forma scultorea, e attorno le sedie rivestite in Vintage Tobacco riportano quel calore un po’ vissuto che attraversa tutta la casa. È un angolo che sta bene sia nelle cene a due sia nelle giornate in cui Giovanni resta solo.
Il living che sa anche lavorare
Giovanni vive la casa poco, nella quotidianità, e ce l’ha detto con franchezza, perché più che un salotto in cui rilassarsi ogni sera gli serviva una parete su cui poter lavorare, anche da casa quando serve. Il progetto è nato allora da un’idea di leggerezza, con due grandi mensoloni accostati che disegnano un piano ampio e arioso, sostenuti nella pratica da due pensili chiusi e da una libreria a telaio in appoggio.
Il piano in legno bruciato dà a questo angolo il tono giusto, quello di uno studio che resta bello da vedere anche a computer spento. È la dimostrazione che ricavare un angolo studio nel soggiorno non comporta necessariamente la rinuncia all’estetica, e anzi diventa uno dei suoi tratti distintivi.
La zona notte sul mezzo piano
Salendo di qualche gradino si arriva alla zona notte, rialzata su un mezzo piano che la rende un piccolo mondo a sé. Qui il tono cambia, perché il letto è il vero protagonista e chiede una finitura più decisa. Abbiamo scelto il nostro letto Dado nella versione contenitore, per guadagnare spazio dove serve, e gli abbiamo dato ancora più personalità con la finitura Moka, calda e profonda, che lo stacca con eleganza dal grigio della zona giorno.

Accanto al letto, al posto del solito comodino, il tavolino Splice porta un piano in marmo arabescato, un tocco personale che Giovanni ha voluto e che dialoga con i marmi del pranzo. Ad ampliare visivamente la zona notte c’è l’armadio dalle ante in vetro, una scelta che alleggerisce la vista espandendo lo spazio con i suoi riflessi, mentre una luce led corre lungo i fianchi interni e gli regala una presenza quasi scenografica quando cala la sera.
Il filo che tiene insieme il progetto
A guardarlo finito, questo monolocale racconta un metodo semplice. Una tela grigia e calma che moltiplica la luce e lo spazio, e su di essa pochi accenti caldi, il legno bruciato, il tabacco, il marmo e il moka, che bastano a dargli un’anima. Il resto del colore lo mettono le fotografie di Giovanni, ed è esattamente così che doveva essere, perché la casa è la cornice e lui, con il suo lavoro, il quadro.
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